Ramadan: gli auguri delle ACLI di Salerno

Ramadan: gli auguri delle ACLI di Salerno

Come ogni anno, in occasione dell’inizio del mese Ramadan, vogliamo fare il nostro augurio a tutti gli amici musulmani ed all’intera comunità che risiede nella nostra provincia. Anche quest’anno il Ramadan sarà un percorso di preghiera, di ricerca spirituale e di purificazione: ci auguriamo che questo periodo di riflessione sia occasione per tutti per ragionare su percorsi di pace e di convivenza. Riteniamo sia importante per lo sviluppo sociale delle nostre comunità, che le diverse culture e religioni trovino molteplici occasioni di incontro e confronto, costruendo una società sempre più aperta e dialogante. Un’occasione per di vivere a pieno, tutti insieme, un senso di comunione e di condivisione in questo tempo difficile, dove la violenza rende il mondo più brutto e la vita talvolta piena di paure.

Ramadan Kareem dalle ACLI di Salerno

Appello al voto delle ACLI

Appello al voto delle ACLI

Mastrovito: “La democrazia vive di partecipazione, va manutenuta, non è una condizione irreversibile”

Domenica le urne, oltre a decretare il successo delle forze elettorali in campo, misureranno la qualità della democrazia ed il grado di cittadinanza attiva, di cui il nostro Paese può vantare. Potrà anche apparire un gesto inattuale, inutile o insufficiente; ma la democrazia è fatta così, si regge anche grazie a momenti come questo. Generata da un evento di «coscienza sociale» maturato dopo l’umiliazione della guerra, è frutto di partecipazione, di una scelta che va manutenuta e proprio come la Pace, non è una condizione scontata ed irreversibile.

Domenica ci recheremo alle urne perché abbiamo troppo rispetto per chi ha conquistato a duro prezzo il diritto al voto e perché abbiamo una preoccupazione per l’Italia che sarà, e che neppure simbolicamente vorremmo facesse a meno del nostro piccolo contributo.

Quest’anno ricordiamo i settant’anni dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica, una carta che ha garantito cose concrete per tutti, dalla scuola al welfare, dalla tutela della persona alla promozione del fare insieme e tanto di più. Sono cose che non si reggono solo grazie alla sostenibilità economica e finanziaria, ma anzitutto grazie al sostegno popolare che regge l’esercizio della democrazia. 

E domenica abbiamo un’occasione importante per ridire che la democrazia ci importa, ci riguarda, anche se le possibilità di scelta sembrano poche e neppure tutte quelle che avremmo voluto. Proprio per questo occorre esserci, far sentire che un popolo c’è, che ancora esiste un desiderio a governare la cosa pubblica.

Dunque, domenica ci recheremo a Messa, come sempre: ma poco prima o poco dopo, ci sarà un rito giuridicamente sacro da osservare, un esercizio di memoria e di consapevolezza. 

Invitiamo tutti a votare alle elezioni di Camera e Senato, a scegliere tenendo conto delle priorità che abbiamo indicato nel documento consegnato ai candidati: il lavoro e la formazione, il welfare e l’accoglienza, l’Europa e la tutela delle istituzioni democratiche. 

Le sorti del Paese ci stanno a  cuore…Buon voto!

«Vorrei ma non voto». Il commento delle ACLI di Salerno

«Vorrei ma non voto». Il commento delle ACLI di Salerno

L’immigrazione in Italia è ormai divenuta un fenomeno strutturale, eppure nel discorso pubblico politico e mediatico se ne parla prevalentemente ancora in termini allarmistici, culturalisti o, nella migliore delle ipotesi, sottolineandone l’utilità per la nostra economia. Di migranti come cittadini e della loro partecipazione politica e sociale, invece, si sente parlare ancora ben poco.
In Italia i cittadini stranieri residenti hanno superato quota 5 milioni (8,3%), di cui gli stranieri non comunitari, quelli che nell’immaginario collettivo sono percepiti come i “veri stranieri”, sono circa 3,5 milioni (5,8%). La nostra comunità è già un caleidoscopio di nazionalità, ma sembra che non vogliamo vederlo e, soprattutto, ammetterlo. Siamo un melting pot inconsapevole. È evidente che non possiamo continuare a far finta di nulla pensando di chiudere i nostri confini o riponendo nelle sole espulsioni dei clandestini la soluzione dei problemi.
Da un lato, le forme di inte(g)razione sperimentate sui territori, pur faticose e complicate, che hanno fatto compiere passi in avanti su questi versanti: all’interno delle scuole, nello sport, nelle parrocchie, i matrimoni misti, gli anziani con le badanti. Forme di micro-integrazione che generano momenti di reciproca conoscenza e aiutano la convivenza. Dall’altro, nel discorso pubblico e politico assistiamo a una regressione totale. Così che appare un’Italia venata di orientamenti contrari ai migranti, quando non di razzismo o di xenofobia.
L’Italia presenta le più alte percentuali di partecipazione tra gli immigrati alla vita civica: a Milano il 18,6% è iscritto al sindacato (contro il 5,5% della popolazione locale); a Napoli il 3,2% dice di essere iscritto a un partito politico, in linea con la media nazionale che è del 3,7%,  ed è Napoli la città europea dove gli immigrati hanno una maggiore conoscenza (più dell’80%) delle organizzazioni di immigrati. (ricerca Immigrant Citizens Survey). Circa 2 milioni, tanti sarebbero i non comunitari potenziali soggetti di cittadinanza attiva, cittadini in attesa di partecipare alla vita politica e sociale del Paese in cui vivono.
Nella società globale delle migrazioni diritti sociali e diritti di partecipazione non possono essere legati solo a nascita e nazionalità, perché le migrazioni, creando società segnate dalla convivenza di persone provenienti da più paesi, mettono in discussione, in movimento, in cambiamento l’organizzazione del sistema-mondo dei singoli stati nazionali. Di conseguenza diventa urgente risolvere il problema di come garantire forme di espressione agli immigrati che vivono stabilmente in un paese, anche attraverso l’accesso al voto, inteso come strumento di partecipazione alle decisioni politiche e di visibilità sociale.
Si tratta dunque di andare oltre le forme di partecipazione fin qui sperimentate (consulte e consiglieri aggiunti) le quali, se hanno consentito una certa visibilità ai migranti e ai loro problemi, non hanno mai valicato i limiti di una mera presenza consultiva, priva di diritto di voto.
Come è noto, diverse proposte di legge sono sul tavolo – ultima quella elaborata da 18 tra associazioni ed enti cattolici, tra cui le ACLI, impegnati nell’ambito delle migrazioni – ma la questione non è semplicemente tecnica, ma investe una visione più ampia, un diverso orizzonte “di civiltà”.
Per un’analisi di prospettiva efficace e matura, andrebbe però evitata qualsiasi forma di allarmismo: anche quelle semplicemente culturali. Dinanzi, ad esempio, alla presenza crescente di immigrati in Italia e in Europa, è legittimo preoccuparsi della difesa delle proprie tradizioni e della propria identità, tenendo conto però che esse si difendono vivendole in piena coscienza, non conculcando le identità altrui. Dagli incontri tra popoli diversi, storicamente parlando, sono sempre scaturite nuove sintesi. I ‘barbari’ orientali e germani non hanno forse ‘meticciato’ l’impero romano, fra il I e il V secolo? Ne è nata la splendida Europa, delle cui radici noi viviamo. Non c’è pertanto serio motivo di preoccuparsi per il rischio di un meticciato europeo, come invece sembrano pensare e affermare, in modo ottuso, alcuni.
La nostra società ha bisogno di confronto franco, di dialogo sereno e della libertà di tutti. Il gridare che Annibale è alle porte può essere elettoralmente proficuo, ma è civicamente pericoloso,arcaico e irresponsabile.

Eugenio Mastrovito

ACLI Salerno – Area Immigrazione 

ACLI Salerno: un tour nei collegi, per mantenere viva la pedagogia della proposta politica.

ACLI Salerno: un tour nei collegi, per mantenere viva la pedagogia della proposta politica.

Mastrovito: “Grazie ai candidati che hanno scelto di confrontarsi! A volte esserci non è importante; è l’unica cosa che conta”

A cinque giorni dal voto, abbiamo una piccola certezza; comunque vada, si porrà termine alla campagna elettorale più brutta di sempre, che ha nella brevità e rudezza culturale degli accadimenti registrati in giro nel Paese, i suoi migliori tratti distintivi.

In questo clima surreale, le Acli provinciali di Salerno non si sono sottratte al compito di mantenere viva la pedagogia della proposta politica. Lo abbiamo fatto – dichiara il Presidente provinciale Gianluca Mastrovito – con la consapevolezza che oggi certa politica, predilige spazi di dibattito autoreferenziali, dove far confluire consensi già determinati, rinunciando così ad occupare luoghi di confronto ed ascolto, in cui l’alterità e il diverso posizionamento culturale ed ideale delle forze in campo, andrebbe percepito come opportunità di migliorarsi.

Un viaggio nei territori, quello delle Acli, che ha toccato i quattro collegi uninominali della provincia, consentendoci cosi di rilanciare la nostra vocazione di movimento popolare, capace di tradurre in proposte ed idee, un azione sociale che si alimenta nel prestare ascolto ai mutevoli bisogni dei cittadini.

Unica iniziativa la nostra, continua Mastrovito, che ha saputo tenere insieme fisicamente le diverse forze politiche in campo, permettendoci così di favorire il confronto e l’incontro tra la politica e le persone, di cogliere che tra la faziosità politica e lo sterile disimpegno, c’è una terra di mezzo che vuole agire scelte responsabili e riconoscersi attorno ad un idea di democrazia.

Per tali ragioni, ringrazio i tanti candidati che hanno accolto il nostro invito, che hanno scelto di esserci senza nascondersi nei silenzi imbarazzanti o nelle formule di circostanza che hanno il sapore della rinuncia, della incapacità di esistere politicamente o peggio della supponenza di chi pensa abbia già vinto.

Le Acli, le tante persone incontrate nei territori e nella piazza mediatica, si sono fatte un’idea molto chiara delle forze in campo, della loro organizzazione e capacità di agire i processi, della credibilità di chi è stato chiamato a rappresentare i programmi, che non sono mai neutri rispetto ai valori.

Di certo il voto segnerà la chiusura della tornata elettorale, ma darà inizio ad una stagione nuova, a cui non ci si può sottrarre dal costruirla, proprio a partire dall’esercizio di un diritto a cui non dobbiamo rinunciare, di una responsabilità da agire senza così abdicare al profilo dell’analfabeta politico di brechtiana memoria.

Vogliamo da protagonisti partecipare a questa costruzione, continuando ad essere una bella esperienza di partecipazione e spazio di formazione di coscienze adulte.

Politiche 2018 e i diritti di cittadinanza. La ricerca delle ACLI di Salerno

Politiche 2018 e i diritti di cittadinanza. La ricerca delle ACLI di Salerno

La fiducia nei politici non è tanta, ma andrebbero in massa a votare.

Amano Sergio Mattarella, promuovono l’impegno del centro-sinistra nel tutelare l’immagine dell’immigrato in quanto cittadino e non quale pericolo o minaccia, guardano con interesse ai 5Stelle.

Se potessero, gli immigrati saprebbero bene per chi votare, un voto maturo che non va automaticamente a sinistra, come si può facilmente pensare. Ci sono molti immigrati, ormai fortemente radicati, che sui temi della sicurezza hanno sposato il linguaggio della destra. Vedono i nuovi arrivi come una minaccia a ciò che hanno conquistato, appoggiano chi attacca i clandestini, quasi per ribadire che con quel mondo non hanno più nulla a che fare.

Una dinamica già documentata in tornate elettorali come quella francese, dove era facile incrociare giovani delle banlieue di origini nordafricane che, dopo aver votato per Marine Le Pen, dichiaravano “On ne peut pas accueillir tout le monde”, o negli Stati Uniti dove una consistente fetta del voto per Donald Trump è arrivato dalla comunità italoamericana e dal un bacino elettorale dei latinos della Florida con un forte passato di migrazione alle spalle.

Dati che mettono in evidenza la presenza di una mappa del voto immigrato molto più composita di quanto non si fosse abituati a pensare: l’immigrato non è allora appannaggio della sinistra come si è sempre creduto, ma ci sono diverse aree di interesse. Tutte ovviamente strumentalizzabili all’occorrenza.

La ricerca condotta dalle ACLI sede provinciale Salerno, che non ha pretesa scientifica, attraverso il servizio del Patronato Acli Salerno – Sportello Immigrati, ha registrato le opinioni di numerosi residenti di origine straniera che vivono sul territorio della provincia, di comunità specifiche come quella indiana o nordafricana con le quali lavorano da anni a stretto contatto, e dell’utenza straniera che raggiunge quotidianamente le loro sedi.

Il dato interessante è che i due terzi degli stranieri provenienti da paesi a forte pressione migratoria si dichiarano interessati alla politica e a partecipare al voto: un interesse che aumenta proporzionalmente con l’aumentare del grado di istruzione e con l’aumentare del reddito. Il web e i social network si attestano come principale porta d’accesso all’informazione politica e, seppure nell’era di maggior splendore per le fake news, vengono preferiti alla tv o alla carta stampata.

I più interessati al voto sono gli uomini. Tra chi si asterrebbe invece la maggioranza indica come motivo la sfiducia nei politici, ritenuti «tutti uguali», uno su quattro lo scarso interesse verso la politica.

I restanti non andrebbero a votare perché «i politici non fanno mai gli interessi degli immigrati, al massimo ci strumentalizzano per accalappiare voti giocando sulle paure della gente».

Tra i protagonisti della scena pubblica, il più apprezzato dagli “stranieri d’Italia” è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Interessante è la questione che riguarda gli elettori “credenti”, i praticanti impegnati, in ordine di rappresentanza: cristiani, musulmani e sikh.

Seppur vicini ad ideali e principi più conservatori, pensiamo alla questione della laicità, al tema delle unioni civili, fine vita o, ad esempio, all’idea di “famiglia tradizionale”, il “voto religioso” trova oggi riparo sotto l’ombrello del centrosinistra che si fa garante di questioni molto sentite come quella della libertà religiosa e dei luoghi culto. Difficilmente però questa scelta trova ancora la sua ragion d’essere quando, ottenuta la cittadinanza e superata una certa sensibilità al tema dell’immigrazione, la scelta nel segreto dell’urna no può che ricadere sui partiti di centrodestra.

Insomma, di fronte alle urne i “nuovi italiani” sembrano avere le idee abbastanza chiare. Il problema? Il dibattito sull’immigrazione, che si sviluppa senza tener conto dei diretti interessati che, non essendo cittadini italiani, non hanno diritto alla partecipazione elettorale. Il risultato della ricerca conferma ancora una volta che l’immigrazione è una realtà molto più complessa di come si potrebbe immaginare, non facilmente riconducibile a luoghi comuni e immagini stereotipate.

Storie di cittadini a metà, che amano il nostro paese, scelto quale luogo di un progetto di vita a lungo termine, ma purtroppo ancora iper-rappresentati – negativamente – sui media, e ipo-rappresentati in politica.

Sarà pure il momento di cambiare qualcosa?

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Il consenso si costruisce a partire dalle idee: le 43 proposte ai candidati delle ACLI di Salerno

Il consenso si costruisce a partire dalle idee: le 43 proposte ai candidati delle ACLI di Salerno

In vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo per rinnovare le cariche in Parlamento, interviene sull’argomento Gianluca Mastrovito, presidente delle Acli Salerno che hanno approntato un programma di proposte e di idee per un confronto nei collegi con i candidati alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. “I parametri essenziali che misurano il benessere sociale di un Paese – dichiara Mastrovito – livelli di occupazione e delle retribuzioni, la disoccupazione giovanile, le fasce sociali a rischio di povertà, il numero di laureati ed il coinvolgimento della popolazione adulta in attività di formazione ed aggiornamento professionale, solo per citarne alcuni, non restituiscono adeguata tranquillità, creando distanze significative con le altre democrazie del continente. La politica che riceverà il mandato dagli elettori non potrà eludere le questioni spinoseche ci impediscono di stare al passo con l’Europa. Inoltre, gli interessi degli schieramenti e le forzature elettorali rischiano di affossare un dialogo su un modello di comunità nazionale che sia rispettoso delle autonomie locali“.

Il presidente delle Acli provinciali sottolinea, inoltre, di non fare “proclami politici, né nutriamo l’ambizione di elaborare programmi elettorali né tantomeno rientra nei nostri compiti supplire ad una funzione che spetta ai partiti. Ciò non toglie, che non rinunciamo a dire la nostra sui principali rischi ed opportunità legati agli scenari economici e sociali che si prospettano all’orizzonte“.

L’obiettivo delle Acli Salerno, dunque, è chiaro ed è quello di “prepararsi all’appuntamento con le elezioni, evitando miopie e promesse inconsistenti, partendo invece da idee e proposte su temi e problemi che affiorano dal nostro agire nella società, mentre prestiamo ascolto ai mutevoli bisogni dei cittadini. Fedeli all’originaria funzione formativa, di movimento di pedagogia sociale, vogliamo promuovere nei diversi collegi una riflessione pacata ed obiettiva, con 43 proposte concrete su welfare, europa, lavoro, aiutando così i cittadini-elettori a scegliere con maggiore consapevolezza e non ultimo, favorire la partecipazione al voto“.

La nostra preoccupazione – conclude Mastrovito – è che i cittadini, sviliti dalla propaganda e dalla querelle politica, possano rinunciare a compiere una scelta responsabile e riconoscersi attorno ad un’idea di democrazia. L’auspicio è che i nuovi eletti possano operare con un senso di responsabilità appropriato all’urgenza del momento e alla portata delle sfide che la nostra società dovrà affrontare nei prossimi anni“.

Il calendario degli incontri sarà:

  • 15 Febbraio h18.30 Battipaglia – Salotto comunale
  • 16 Febbraio h18.30 Atena Lucana Scalo – Auditorium comunale
  • 22 Febbraio h18.00 Nocera Inferiore – Biblioteca comunale
  • 27 Febbraio h17.30 Salerno – Polo Nautico

 

 

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